Ricevo e pubblico:

Appuntamento il prossimo 2 dicembre, alle ore 18.00, presso la Chiesa Evangelica Battista (Via Borgo Ognissanti 4, Firenze)-ex Teatro della Accademia dei Solleciti- con la presentazione live del nuovo lavoro discografico di Stefano Mele, “Walter”.

La musica dialoga con le suggestioni dell’architettura e della letteratura in una cornice storica.

Il cantautore sardo, ma naturalizzato fiorentino, proporrà dal vivo, con l’accompagnamento dei suoi musicisti storici, la BluAstro’s Band (Antonio Mereu al basso elettrico, Lucio Starita alla chitarra e Rino Jacopini alle percussioni) l’ep “Walter”, recentemente uscito su etichetta La Stanza Nascosta Records.

Stefano Mele
Stefano Mele

Secondo lavoro in studio dopo “Fato e logica”, pubblicato nell’aprile 2019, «“Walter”- racconta Stefano Mele- vuole essere un inno alla diversità e alla alterità. Non a caso il nome Walter può essere scomposto in "W ALTER," cioè "viva l’altro”».

Urgenza testimoniale e spirito donchisciottesco per uno spaccato critico contemporaneo, a cavallo tra denuncia sociale e sogno di sovvertimento dello status quo.

«In un mondo dominato dall’egolatria e dall’individualismo- prosegue il cantautore- un messaggio che promuove l'alterità è un richiamo importante all'empatia, alla comprensione e alla cooperazione, nonché un invito a esplorare nuove prospettive e ad abbracciare ciò che è diverso da noi stessi. Sono consapevole di come la musica non abbia confini ma- anzi- abbia il potere di unire le persone e cerco, attraverso il mio lavoro, di promuovere, in modo potente, l'unità attraverso la diversità. Ho la presunzione di ispirare gli ascoltatori a riflettere sulle proprie opinioni, a non fossilizzarsi, ad esplorare nuovi orizzonti, mostrando rispetto per le esperienze e le peculiarità degli altri».

«Sono felice - conclude Mele- di avere l’opportunità di presentare il mio lavoro in un luogo così suggestivo, la cui storia si perde nei secoli e si intreccia con la magia della rappresentazione teatrale».

Le inconsuete architetture della attuale chiesa Evangelica Battista di Firenze riportano all’originaria funzione dello stabile, quella di teatro. Questo edificio venne infatti fondato come luogo di rappresentazione teatrale dall’Accademia dei Solleciti. Ecco dunque spiegato l’abside esagonale rialzato, che riprende l’originario proscenio del teatro di Ognissanti; un teatro che poteva arrivare ad ospitare fino a 1400 persone e nel quale, nel 1791, venne rappresentato per la prima volta in Italia l’Amleto di Shakespeare.

Stando alla lapide apposta dal Comune al lato del portone di ingresso, pare che il Teatro fondato dall’Accademia dei Solleciti, nel quale venivano frequentemente rappresentate commedie popolari, sia stato anche il luogo in cui Luigi del Buono creò la celebre maschera carnascialesca fiorentina di “Stenterello”.

uomo con la chitarra sotto un albero
Stefno Mele