Dall’otto novembre su tutte le maggiori piattaforme digitali il brano “La costellazione del cane” del poeta e cantautore Giovanni Luca Valea.

Il singolo, prodotto e distribuito da La Stanza Nascosta Records, anticipa la pubblicazione del terzo lavoro in studio di Valea, “Canzoni”, prevista per sabato 25 novembre.

Dopo l’anteprima su Tgcom24 è disponibile per tutti, sul canale dell’artista, il videoclip del brano, una produzione Pixel Studio.

 

LINK AL VIDEO :

https://www.youtube.com/watch?v=6FOo0Zd1HVw

 

Lirismo e cronaca, gesto poetico come forma di azione politica e atto di resistenza si intrecciano ne La costellazione del cane, felice connubio di soft-rock e synth-pop-revival che riconferma Valea outsider della nuova canzone d’autore italiana.

 

“La Costellazione del Cane”- racconta Giovanni Luca Valea - è una canzone che ha avuto una gestazione piuttosto lunga e complessa, è stata scritta con cura e, senz’altro, è stata molto desiderata. Non posso negare che si tratti di una canzone d’amore né che sia una canzone politica, come un tempo si amava definire un certo tipo di musica.

Ho avuto per molto tempo in mente l’immagine di questa giovane donna che cammina mentre, intorno a lei, il mondo crolla e rovina.

A questa figura è affidata l’immagine di una salvezza impossibile. Niente potrà salvare gli uomini e le donne detenuti in Libia, né annullare lo squallore che circonda un certo modo di trattare gli esseri umani.

Eppure, la sua bellezza splende quasi selvaggia sotto la Costellazione del Cane, che può fregiarsi, a quanto pare, di avere la stella più luminosa, Sirio.

Così, sotto la Costellazione del Cane capita un po’ di tutto: tra l’indignazione e la miseria, tra l’amore e la disperazione, rimane questa giovane donna che porta un fiore.

Il resto, in un modo o nell’altro, non è nella canzone ma, per una serie molto lunga di ragioni, nella Storia, personale e universale.

 

Per il videoclip- prosegue Valea - mi sono felicemente affidato ad uno studio pakistano, il Pixel Studio. Il videomaker ha colto l’essenza di tutto ciò che intendevo, insistendo con le stesse immagini o semplicemente adoperando figure metaforiche. È stato un lavoro lungo e difficile, abbiamo tradotto il brano in inglese e ci siamo confrontati per settimane. La scelta del Pixel Studio non è stata casuale né casuale è stato l’apprezzamento del brano. Certe faccende, purtroppo, superano le distanze geografiche e linguistiche. È come se il videomaker ed io ci fossimo guardati negli occhi per un cenno d’intesa. Il resto, come sempre, lo fanno un po’ il talento e, molto, la fortuna.

Note biografiche

Giovanni Luca Valea nasce a Firenze il 27 dicembre 1988. Dopo la pubblicazione di tre raccolte di poesie con case editrici indipendenti del territorio toscano, Canzoni di rabbia, poesie d’amore (2016), Una Storia che credevo di aver dimenticato (2019) e Una rosa al Padrone (2021) si avvicina dapprima come autore al mondo della canzone. Ha all’attivo l’ep Iniziali (La Stanza Nascosta Records, 2021) e La disciplina del sogno (La Stanza Nascosta Records, 2023).

IG: https://www.instagram.com/newskinfortheoldceremony/

 

CREDITS:

Parole: Giovanni Luca Valea
Musica: Giovanni Luca Valea, Elia Martellini

Arrangiamento: Salvatore Papotto

Voce: Giovanni Luca Valea

Voce femminile: Giovanna Giusti

Chitarra acustica: Virginia Settesoldi

Drum machine, basso, chitarre distorte, synth, programmazione archi: Salvatore Papotto

 

Registrato presso La Stanza Nascosta Records, Costa Paradiso (SS)

Mix e master: Salvatore Papotto

Etichetta: La Stanza Nascosta Records

Press: Verbatim Ufficio Stampa di Claudia Erba

Videoclip: Pixel Studio

 

TESTO

 

Camminavi leggera e piano
sopra tutta la spazzatura,
bella come il giorno
che non dà ritorno:
insicura,
che non si guarda intorno.

E sempre angeli scuri
che battono la strada:
tu, capelli verdi e occhi chiusi,
come sotto la rugiada
- meravigliosa -
che dà nostalgia della rosa

Sotto la costellazione del cane
profughi e campi libici,
e ancora un vento d’amore:
le speranze come cimici;
soltanto tu con in mano un fiore,
il tuo nome è ciò che rimane
sotto la costellazione del cane

Che notte che si annuncia
e che luna hai sulla guancia,
silente ad ogni costo
ma non è questo il tuo posto;
guarda qua:
che fine ha fatto la città!

Ragazza, che bellezza
e che condanne all’ingiustizia,
poi lo sdegno dei giornali,
tutti intorno come squali
- che squallore -
ma che ora fa nel tuo cuore?

Sotto la costellazione del cane
profughi e campi libici,
e ancora un vento d’amore:
le speranze come cimici;
soltanto tu con in mano un fiore,
il tuo nome è ciò che rimane
sotto la costellazione del cane

Dimmi dei tuoi sogni,
dei tuoi capelli lisci,
delle stelle che ti cresci,
se ancora un po’ ti vergogni…

Sotto la costellazione del cane
profughi e campi libici,
e ancora un vento d’amore:
le speranze come cimici;
soltanto tu con in mano un fiore,
il tuo nome è ciò che rimane
sotto la costellazione del cane